In un caldo fine agosto, a Bagheria il dibattito si è acceso sull’accesso a mare della baia dei Francesi, chiusa ormai da anni.-Negli ultimi giorni si sono avuti attacchi, repliche, controrepliche e dirette Facebook.
Da una parte l’onorevole regionale Ismaele La Vardera e il consigliere comunale Federico Guzzo che dopo un sopralluogo attaccano l’amministrazione di tenere colpevolmente chiuso l’accesso a mare di una delle spiaggette più belle della zona e dall’altra il sindaco Filippo Tripoli che rintuzza gli attacchi a colpi di dirette facebook.
L’ultimo accusa da parte di La Vardera contro il sindaco è che fra i proprietari dei villici c’è il parente di un capomafia di Bagheria.
“È inaccettabile -dice La Vardera- che, dal 2021, ci sia un’ordinanza di demolizione confermata da una sentenza definitiva del CGA che impone la demolizione di un cancello e di una stradella abusiva, che deturpa l’ambiente e privatizza un pezzo di mare, senza alcun esito. Le chiedo quindi di agire in danno dei proprietari: proceda immediatamente e senza alcun indugio alla demolizione del cancello, ripristini i luoghi abbattendo la strada abusiva e addebiti tutti i costi dell’operazione al privato. Emerge inoltre che la figlia del boss abbia sposato il fratello di un noto dirigente comunale che detiene il 50% della casa in questione.”
Il sindaco ha risposto con una lunga diretta facendo, dal suo punto di vista, chiarezza.
Snocciolando nomi e sentenze.
“La Vardera -dice- si chiede se la baia dei Francesi non si apre se c’è qualche mafioso da tutelare. La baia dei francesi è stata chiusa perché il Comune è scuto soccobbente da una sentenza.” Tripoli aggiunge che fra i ricorrenti c’è una persona, senza nessun problema giudiziario, che ha ereditato una parte della casa che si trova nella zon-a, che ha sposato la figlia di un capomafia. Il cognato è un dipendente comunale e anche lui non ha mai avuto nessun procedimento giudiziario. La casa in questione è in regola. Lo stesso la Vardera dice che non c’è reato di parentela e le colpe dei figli non possono ricadere sui figli. Tengo a precisare che la figlia del boss fa l’insegnante e da 20 anni si occupa di progetti sulla legalità. A noi non ci intimidisce notizia.”
Riportiamo infine anche una parte della dichiarazione del consigliere comunale Federico Guzzo secondo il quale ”il sindaco ci viene a dire che hanno dimenticato di mandare la documentazione relativa al collaudo della messa in sicurezza del costone alla regione e che non hanno provveduto ad espropriare la strada da cui si accede dal 15p. Ma il sindaco poteva espropriarlo senza aspettare l’approvazione dell’utilizzo del demanio marittimo.”-







