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martedì 9 Agosto 2022

martedì 9 Agosto 2022

Condannato a 8 anni di carcere il pentito di mafia Pasquale Di Salvo per un omicidio commesso nel 1994

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di salvo girgenti
3 minuti

Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo Annalisa Tesoriere ha condannato a otto anni di carcere il bagherese Pasquale Di Salvo, ex poliziotto e collaboratore di giustizia, per l’omicidio di Vincenzo Antonio Di Girgenti. Il delitto avvenne ad Alessandria di Rocca, in provincia di Agrigento, il 13 settembre 1994.
Inizialmente erano stati chiesti 5 anni dal pubblico ministero Gaspare Spedale. Il tribunale ha disposto il risarcimento del danno, da quantificare in sede civile, nei confronti di Vincenzo Di Girgenti, costituitosi parte civile con l’assistenza dell’avvocato Angelo Farruggia. Riceverà una provvisionale immediatamente esecutiva di 10 mila euro. Ad accusarsi del delitto è stato lo stesso Di Salvo, condannato per associazione mafiosa ed estorsione. E’ stato lui a raccontare i dettagli dell’omicidio. Disse che  “il delitto è stato il mio trampolino di lancio”. L’agguato fu la risposta alla morte di Ignazio Panepinto, ucciso qualche mese prima nell’ambito di una faida che si stava consumando nella bassa quisquina. I familiari di quest’ultimo chiesero un killer alla cosca di Bagheria e fu indicato proprio Di Salvo: “Per questo omicidio ho ricevuto 12 milioni di lire in contanti e un go-kart dal valore di 3 milioni”.

La vittima era il titolare di una piccola azienda agricola. Di Salvo lo attese in via Dante e lo crivellò a colpi di fucile mentre stava salendo in macchina.

Di Salvo fu cacciato dalla polizia dopo essere stato sorpreso in Svizzera in compagnia di un rapinatore per poi avvicinarsi alla famiglia mafiosa di Bagheria. Poi l’arresto nel 2015 nell’operazione “Panta Rei” e l’inizio della sua collaborazione con la giustizia.

Il giudice Nicola Aiello durante l’udienza rivolgendosi a Di Salvo ha detto “lei si rende conto che è passato dalla parte dei nemici del giudice assassinato?”, e Di Salvo ha replicato “Sì”.
“E non ha nulla da dire?”
“Lo sapevo, ho sbagliato, ho sbagliato”.

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