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A Misilmeri presentato il libro di Santo Lombino. Nostra intervista

sabato 27 agosto 2016, 09:48   Cultura  

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lombinodi Camillo Scaduto

Terzo appuntamento, a Misilmeri, per la rassegna letteraria “Notturni d’autore”, organizzata dal club di lettura “Liberi-libri” con il patrocinio del Comune. L’ultimo incontro era dedicato a “Un paese al crocevia. Storia di Bolognetta”, scritto da Santo Lombino e pubblicato dall’Istituto poligrafico europeo.
Abbiamo chiesto all’autore di parlarci della sua opera.

Bolognetta non è sicuramente un grande paese. Perché, allora, un libro sulla sua storia?
Ho scritto questo libro dopo avere condotto, sia presso l’archivio di Stato che presso gli archivi comunali, una ricerca durata diversi decenni. Un lavoro oscuro, talvolta faticoso, che tuttavia mi ha consentito di scoprire alcuni aspetti della storia di questo paese che desideravo condividere con altre persone. Da qui, l’idea del libro.

Ci può anticipare qualcosa?
Certamente. Innanzitutto va detto che Bolognetta fu uno dei 200 comuni nati in Sicilia tra il 1500 ed il 1800, allorquando l’aristocrazia capì che per sfamare la popolazione era necessario promuovere un ritorno alla campagna, al lavoro dei contadini e, quindi, ai frutti della terra. Il secondo motivo ha una connotazione squisitamente politica. Ricordo, infatti, che in quel tempo, il nobile che riusciva a fondare un paese con almeno 80 anime, acquisiva il diritto ad un voto in più nel Parlamento siciliano. Molti aristocratici, interessati, a rafforzare il loro potere all’interno del Parlamento si affrettarono, pertanto, a creare nuovi borghi.

Ma a Bolognetta accadde qualcosa di diverso
Infatti. Qui i nobili preferirono vendere il feudo per pagare i debiti accumulati nel tempo. Fu così che i Marchesi Beccadelli-Bologni, i quali potevano contare già su un’ottima posizione all’interno del Parlamento, vendettero tutto ad un mercante genovese di nome Marco Mancino che, nel settembre del 1600, fondò il paese, chiamato S.Maria dell’Ogliastro e, aspetto ben più importante, diede vita ad una dinastia che di padre in figlio si protrasse fino al 1800. E’ del 1882 l’attuale denominazione del paese, attribuita con tutta evidenza in omaggio proprio ai Marchesi Beccadelli-Bologni.

Fin qui la storia. E il crocevia?
Il crocevia ha per così dire agevolato la nascita del borgo. Va detto, infatti, che nell’incrocio tra la regia trazzera che partiva da Aspra-Bagheria ed arrivava fino a Vicari e la via che da Palermo portava a Vallelunga-Caltanissetta esisteva già prima del paese una locanda frequentatissima, ove viandanti, cavalieri e carrozze si fermavano per ristorarsi e per fare riposare i cavalli. La locanda era anche la prima fermata, da Palermo, per le Poste regie, che dal capoluogo raggiungevano addirittura Noto ed era, soprattutto, un luogo nel quale gli avventori incontravano le persone del luogo e scambiavano con loro idee, racconti ed esperienze. Ai primi mestieri ed alle prime botteghe seguirono i primi insediamenti. Da qui, il terreno fertile per la nascita del borgo.

E oggi?
Oggi Bolognetta è tornata ad essere “Un paese al crocevia” perché preferita da quanti scelgono di lasciare Palermo e, in direzione opposta, dagli abitanti dell’interno che per varie ragioni decidono di avvicinarsi alla grande città senza andarci a vivere. Non a caso Bolognetta, oggi arrivata a 4.200 abitanti, registra, in controtendenza con gli altri comuni del comprensorio, un aumento della popolazione.

La rassegna letteraria “Notturni d’autore” prosegue con la presentazione di “Camicette bianche, oltre l’otto marzo”, di Ester Rizzo, in programma il prossimo 2 settembre. Sarà poi la vota di Bellavia, Iacono e Lo Bue con “La bellezza dell’acqua” (6 settembre) e di Salvo Toscano ed il suo “Falsa testimonianza” (9 settembre). Chiuderà la manifestazione Santo Piazzese, che il 10 settembre, al tramonto, costruirà in un dialogo con il pubblico, paradigmi e storie all’interno del castello chiaramontano.

)foto di Totò Curella)

 
 
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