Da sabato Israele e Usa hanno attaccato l’Iran, che ha iniziato a rispondere attaccando lo Stato ebraico e le basi militari presenti sul territorio dei Paesi arabi del Golfo. Si stima che al momento siano presenti quasi 40000 italiani in tutta la penisola. Fra loro anche un giovane bagherese, Samuele Rizzo, trasferitosi insieme alla moglie a Dubai solo dieci giorni fa.
Come è la situazione a Dubai?
Il clima qui è molto disteso e tranquillo. Non c’è nessuno scenario di guerra, niente panico o situazioni apocalittiche. La gente continua pressocché a fare la vita di sempre solo con maggiore prudenza e attenzione.
L’autorità centrale a Dubai sta gestendo bene la situazione anche con gli italiani al momento presenti sul territorio?
Direi proprio di sì. Siamo stati subito contattati e tramite “allert” sul cellulare veniamo informati di tutto quello che succede nell’area. Ci sentiamo molto supportati, so che per i turisti bloccati qui il governo sta pensando di coprire le spese per pernottamenti e viveri. Inoltre è possibile ricevere anche supporto psicologico.
Quali sono le indicazioni che vi fornisce il governo?
Ci chiede sostanzialmente di mantenere la calma, di verificare le notizie che ci arrivano e di evitare di creare disinformazione. Inoltre consiglia di limitare gli spostamenti a necessità essenziali, non c’è un vero e proprio lockdown. È più che altro un consiglio. In via precauzionale hanno chiuso le borse di Dubai e Abu Dhabi e fino a domani è incentivato lo smart working. Per le scuole credo che la didattica a distanza sia valida fino a mercoledì. Tutto sommato nessuna restrizione pesante. Il governo sta cercando di garantire la vita quotidiana evitando di mettere a rischio i cittadini.
Ha avuto contatti con la Farnesina?
No, nessun contatto. C’è da dire però che probabilmente in questo momento la priorità riguarda i turisti, che si trovano bloccati qui. So che l’Ambasciata sta lavorando bene; ci sono stati dei connazionali che hanno ricevuto assistenza e supporto immediato. Una pecca forse è quella relativa alla difficoltà di registrare la propria presenza qui perché il processo è un po’ farraginoso.
In Italia arrivano immagini preoccupanti però…
Ho notato che c’è un po’ di allarmismo. Per esempio molte testate giornalistiche scrivono titoli del tipo “Missili a Dubai” lasciando intendere che siamo sotto attacco. Chiaramente non è così. Ci sono dei missili che vengono lanciati contro le basi americane e che vengono intercettati e distrutti. Può succedere che qualche detrito cada in zone non militari, come è successo per l’aeroporto e l’albero Jumeirah Burj Al Arab. Inoltre anche la storia dei supermercati quasi vuoti, senza prodotti alimentari è falsa. Io e mia moglie siamo stati fino a ieri a fare la spesa e c’era di tutto.






