Molti gli ospiti che prenderanno parte alla seconda edizione di Baarìa Film Fest, che si svolgerà a Bagheria dal 22 al 27 giugno.
Fra gli ospiti attesi gli attori e registi Fortunato Cerlino, Massimo Ghini e Claudia Gerini.
Il Baarìa Film fest è il primo festival italiano interamente dedicato al “cinema insulare”, giunto alla sua seconda edizione.
Il festival propone due Sezioni competitive internazionali, dedicate rispettivamente a lungometraggi “Maree” e a cortometraggi “Approdi”, oltre a proiezioni speciali, incontri con gli autori e masterclass.
Il BAAFF è anche l’occasione per un viaggio di riscoperta del patrimonio artistico e paesaggistico siciliano e luogo di dialogo tra culture, stimolando riflessioni su temi come ambiente, memoria e sostenibilità.
La direzione artistica della manifestazione, prodotta dall’Associazione Culturale Kinema, con il patrocinio del Comune di Bagheria, è affidata a Vanessa Tonnini e Andrea Di Quarto, fondatore e ideatore del progetto.
Il filo rosso delle Serate Speciali è segnato dal tema dei legami e delle origini. I film in programma, firmati da autori affermati ed esordienti, raccontano personaggi chiamati a confrontarsi con la famiglia, il luogo da cui provengono e il peso delle radici, in un dialogo costante tra appartenenza e desiderio di cambiamento. In questa prospettiva, il tema dell’insularità si traduce nell’idea della famiglia come approdo e primo confine, spazio da cui si parte e con cui si continua a confrontarsi.
Il 22 giugno, a inaugurare il festival sarà Avemmaria di Fortunato Cerlino – giugno al Cinema Capitol di Bagheria.
La serata inaugurale vedrà la presenza del regista, che accompagnerà la proiezione del film e incontrerà il pubblico in occasione della Cerimonia di apertura della manifestazione.
L’opera prima del celebre attore napoletano, selezionato al 43° Torino Film Festival | Zibaldone, dopo la presentazione al BAAFF, uscirà in sala il 25 giugno con Europictures. Attraverso lo sguardo del protagonista, il piccolo Felice, interpretato con grande intensità dal giovane Mario Di Leva.
Il 23 giugno si presenterà “Nel tepore del Ballo” di Pupi Avati.
Il film sarà presentato dal protagonista Massimo Ghini a Villa Cattolica.
Racconta la vicenda di un celebre volto della televisione che, dopo una rovinosa caduta professionale e personale, è costretto a confrontarsi con il proprio passato e con le proprie radici. A due anni da L’orto americano, Avati torna a riflettere sul rimpianto, sugli amori perduti e sulla possibilità di ricominciare, affiancando a questa dimensione intima una lucida critica della televisione e della sua capacità di trasformare tragedie e sentimenti in spettacolo. A sostenere questo intenso melodramma sul fallimento e sul riscatto, un cast di grande livello guidato da Massimo Ghini insieme a Giuliana De Sio, Isabella Ferrari e Lina Sastri.
Il 24 giugno a Villa Cattolica Edoardo De Angelis presenterà Indivisibili, nel decennale della sua uscita.
Il BAAFF è lieto di celebrare, insieme al regista, uno dei film più significativi e premiati del cinema italiano contemporaneo, un’opera che, a dieci anni dal debutto, conserva intatta la sua forza narrativa e la sua capacità di interrogare il pubblico sui temi dell’identità, dell’appartenenza e della libertà.
Il 25 giugno, al Cinema Capitol, il regista Asier Urbietà presenterà PHEASANT ISLAND | Isola Pheasant. L’opera prima del regista basco è un thriller inquietante, che denuncia la violenza disumana inflitta ai migranti irregolari. Racconta il regista: «Ho voluto creare un’atmosfera opprimente e uno sguardo profondo che si nutre della realtà per dare vita a un film capace di suscitare il desiderio di agire e di ripensare i nostri modelli di convivenza».
Il 26 giugno, al Cinema Capitol, il regista VLADIMIR DE FONTENAY presenteràSUKKWAN ISLAND | Isola di Sukkwan. A partire dall’omonimo libro di David Vann, il giovane regista francese dirige un intenso thriller psicologico, costruendo un rapporto padre-figlio immerso nella maestosità di una natura grandiosa e paurosa. Sotto la superficie di un’opera fortemente fisica — tra legna da tagliare per non morire di freddo, pesca, fucili, marce nella neve, ferite e la paura degli orsi — emerge un racconto che richiama i western moderni, dove il vero fulcro è il legame tra padre e figlio, sospeso tra amore e martirio.







