Il festival Animaphix, in corso a villa cattolica a Bagheria, propone quest’anno tra i protagonisti due artisti bagheresi: Nico Bonomolo e Davide Fontana, che presentano due mostre profondamente diverse tra loro ma accomunate da una ricerca autentica e personale.
Per Nico Bonomolo si tratta dell’ennesimo capitolo di una storia iniziata insieme ad Animaphix fin dalla sua prima edizione. «Sono sempre stato presente al festival, anche se in ruoli diversi», racconta. Quest’anno, però, sarà protagonista con una mostra composta da diciotto disegni su carta, quasi tutti inediti, che rappresentano un’anticipazione del nuovo lungometraggio al quale sta lavorando. Un progetto ancora avvolto dal riserbo, del quale preferisce non svelare particolari, lasciando che siano le opere a suggerirne atmosfere e direzioni.
Quella di Bonomolo è un’occasione preziosa per osservare il momento più intimo del processo creativo: il disegno, infatti, non è soltanto uno studio preparatorio, ma diventa il luogo in cui prendono forma personaggi, ambienti e suggestioni che precedono il film.
Parlando di Animaphix, Bonomolo non nasconde il proprio entusiasmo spiegando quanto il festival sia capace di proporre un cinema d’animazione che esce dai circuiti commerciali e apra lo sguardo verso forme espressive più ricercate. Un linguaggio spesso considerato di nicchia, ma che riesce comunque a conquistare un pubblico trasversale. Ne ha avuto conferma durante il progetto realizzato con le scuole nello scorso anno scolastico: «I ragazzi si sono lasciati coinvolgere subito», racconta, sottolineando come le nuove generazioni dimostrino grande curiosità nei confronti dell’animazione quando hanno l’opportunità di conoscerne le molteplici possibilità espressive.
Al suo debutto assoluto con la prima mostra personale, Davide Fontana espone sculture e disegni che esplorano il rapporto stratificato tra l’uomo, la memoria e il tempo attraverso la dimensione sonora, fondendo plasticamente e graficamente frammenti di strumenti musicali, gesti, visioni complesse con la materia. «Sono molto emozionato» confessa l’artista «sia perché è la mia prima esposizione personale, sia perché si svolge in un contesto così importante».
«Le sculture e i disegni in mostra sono tentativi di dare un corpo concreto alla mia ricerca», spiega l’artista. Il risultato è un percorso che invita il visitatore a osservare le opere con calma, lasciandosi guidare dalle suggestioni che emergono dai materiali, dalle forme e dal silenzio che sembrano custodire.
Le mostre di Nico Bonomolo e Davide Fontana rappresentano due percorsi differenti ma complementari. Da un lato il disegno come origine del racconto cinematografico; dall’altro la materia come custode della memoria e del suono. Entrambe testimoniano la vivacità della scena artistica bagherese e confermano la capacità di Animaphix di essere non solo un festival dedicato al cinema d’animazione, ma uno spazio aperto alla contaminazione tra linguaggi, dove il territorio dialoga con la ricerca contemporanea.
Materiale di consultazione geografica
In un panorama culturale sempre più orientato all’incontro tra discipline diverse, la presenza di due artisti bagheresi all’interno del festival assume anche un valore simbolico: quello di una città che continua a generare creatività e che, attraverso manifestazioni come Animaphix, trova occasioni concrete per raccontarla e condividerla.







