Migliaia visitatori in quattro giorni, 62 aziende siciliane coinvolte nel comparto agroalimentare e nell’indotto Ho.Re.Ca. e turistico, 30 stand di produttori lungo corso Umberto, 18 laboratori dedicati alle eccellenze agricole e casearie dell’Isola e un articolato programma di incontri, seminari, presentazioni di libri e attività divulgative. È questo il bilancio conclusivo di Bio in Sicily 2026, la manifestazione che dal 15 al 18 ottobre ha trasformato Bagheria in un luogo di incontro tra produttori, imprese, istituzioni, mondo della formazione e operatori della ristorazione, con appuntamenti ospitati tra Villa Palagonia e il centro cittadino, nel cuore del Bio Village e della Bio Agorà.
Quattro giornate che hanno messo al centro la biodiversità, la qualità delle produzioni agroalimentari siciliane e il valore delle filiere locali, con l’obiettivo di trasformare la promozione delle eccellenze territoriali in opportunità concrete di sviluppo economico, commerciale e turistico.
Il risultato più significativo è rappresentato dal rafforzamento delle relazioni tra il mondo della produzione agricola e quello della trasformazione artigianale, della ristorazione e della distribuzione. Nel corso della manifestazione sono stati avviati percorsi di collaborazione e stipulati accordi di fornitura tra produttori dei Presìdi Slow Food e titolari di ristoranti, pizzerie e altre attività del territorio, confermando la capacità di Bio in Sicily di favorire l’incontro diretto tra domanda e offerta e di creare nuove occasioni di mercato per le produzioni identitarie siciliane.
IL LIMONE DELLA PIANA DI BAGHERIA AL CENTRO DI UN NUOVO PROGETTO DI FILIERA – Tra i risultati di maggiore rilievo figura la sottoscrizione di un protocollo d’intesa finalizzato alla valorizzazione del Limone della Piana di Bagheria, Presidio Slow Food, attraverso il coinvolgimento di produttori agricoli, aziende agroalimentari artigianali e operatori della ristorazione.
L’accordo coinvolge Antonio Fricano, in rappresentanza del Consorzio dei produttori del Limone della Piana di Bagheria, Valerio Barone, presidente della Condotta Slow Food, e un gruppo di imprenditori siciliani attivi in diversi segmenti della filiera del gusto.
Hanno aderito al percorso d’intesa Agata Fiasconaro, per la nota azienda dolciaria Fiasconaro di Castelbuono; Giovanni Tumminello, dell’azienda Tumminello Biscotti di Castelbuono; Giuseppe Buttitta, titolare dell’azienda di conserve artigianali U’Barunieddu; Vito Biundo, per il brand di birre artigianali Bruno Ribadi; Antonio Lo Coco, per l’azienda Blu Ocean di Casteldaccia; Sandra Invidiata, dell’omonima azienda casearia; Gioacchino Gargano, titolare della pizzeria Saccharum; Nino Ferreri, patron-chef del ristorante Limu di Bagheria; e Salvatore Garofalo, titolare della Pasticceria Oriens di Lercara Friddi.Il protocollo intende promuovere un percorso comune per sviluppare e favorire l’utilizzo di limoni e derivati provenienti dalla filiera del Presidio, nel rispetto dei disciplinari applicabili, delle modalità di certificazione e delle regole di tracciabilità. Il percorso prevede inoltre la possibilità di sviluppare nuove ricette e prodotti, valorizzando le caratteristiche aromatiche delle diverse produzioni stagionali, compreso il verdello estivo.
ANTONIO FRICANO:UNA RISORSA AGRICOLA CHE PUÒ GENERARE NUOVO VALORE ECONOMICO
Il presidente del Consorzio dei produttori del Presidio Slow Food del Limone della Piana di Bagheria fornisce i dati e i numeri legati alla produzione e alle prospettive e gli obiettivi del futuro prossimo. “Il patrimonio produttivo interessato si estende per circa 120-150 ettari, – dichiara Antonio Fricano – con una produzione stimata in circa 45.000 quintali per un valore che oscilla tra i 3,5/4 milioni che varia dai prezzi del mercato, a cui si agggiungono ulteriori 2 miliono di euro dell’indotto (trasporti, packaging, confezionamento). Con il Presidio Slow Food contiamo – conclude Fricano – di sviluppare un notevole valore aggiunto con le microfiliere agroalimentare con le attività legate ai settori della pasticceria, gelateria e ristorazione e alla trasformazioni possibili che includono: liquori e distillati, crema di limone, marmellata a pezzetti, olio extravergine aromatizzato per affioramento, polvere di limone Zero Waste, Succhi HPP (High Pressure Processing), granita di pura spremuta. Contiamo, nel breve, di svolgere anche un’azione di sensibilizzazione nei confronti dell istituzioni preposte per assicurare il ripristrino della fornitura idrica in alcune contrade della Piana di Bagheria per venire incontro ai tanti limonicoltoiri che hanno ritrovato la voglia, la passione di coltivare il nostro prodotto identitario.”






