“Cateno De Luca sta mettendo insieme, tessera dopo tessera, una squadra fatta in larga parte di ex cuffariani e di pezzi del centrodestra: a Favara Salvatore Fanara, a Palermo Mauro Pantò, Andrea Mineo (ex Forza Italia e Fratelli d’Italia) e Totò Lentini (ex Mpa), a Marsala Gaspare Di Girolamo (ex Udc), a Catania Riccardo Pellegrino (ex Forza Italia). L’ultimo tassello è il sindaco di Bagheria Filippo Tripoli, con un passato nella Dc di Cuffaro: un ingranaggio tra tanti di una macchina ben più grande, il cui peso politico fuori dai confini cittadini è tutto da dimostrare.”
Lo sostiene Federico Guzzo, consigliere comunale e segretario provinciale di sinistra italiana.
“Lo stesso De Luca -continua Guzzo-, che in passato rivendicava di essersi opposto a Cuffaro, oggi ne accoglie gli ex. Intanto non dice con chi governerebbe, e dal centrodestra arrivano segnali di apertura. Non è una questione di persone, ma di coerenza: chi recluta la vecchia classe dirigente e tiene aperta ogni porta non offre un’alternativa al sistema di potere che ha governato la Sicilia, ne offre una versione riciclata. Per questo lo riteniamo incompatibile con una prospettiva di governo credibile per la Sicilia.
A Bagheria la scelta del sindaco di lasciare a metà mandato, qualora si dimettesse, sarebbe un tradimento del patto con i cittadini che lo hanno rieletto nel 2024. Eppure dobbiamo ringraziarlo, perché ci darebbe la possibilità di offrire a Bagheria una vera alternativa di sviluppo per il territorio. Non c’è tempo da perdere: sta a noi sbracciarci e costruire, da subito, l’alternativa progressista, con un programma condiviso, una coalizione aperta alla città e un percorso trasparente per la scelta del candidato sindaco.”






