Al via la corsa per il dopo Tripoli a Bagheria.
Dopo l’annuncio del sindaco Filippo Tripoli nei giorni scorsi con cui ha comunicato l’adesione al partito di Cateno De Luca e la conseguenza candidatura alle elezioni regionali, si aprono nuovi scenari anche a livello locale.
Appare infatti evidente che il mandato del sindaco non si concluderà naturalmente, ossia nel 2029. Tripoli infatti dovrà dimettersi sei mesi prima delle elezioni regionali che si svolgeranno l’anno prossimo. Non c’è una data certa.
Ma come detto, lo scenario politico regionale, inevitabilmente, creerà delle ripercussioni anche a livello locale. Si dovrà lavorare quindi per il dopo Tripoli a Bagheria.
Partiti e gruppi politici sono alle prese con accordi più o meno velati, per arrivare alle elezioni comunali e tutti sono, ovviamente, convinti, di avere il nome giusto.
Il dopo Tripoli è quindi dietro la porta. Ma chi potrebbe essere il nuovo primo cittadino di Bagheria.
Di nomi ne circolano molti. Vediamo di fare chiarezza, con una precisazione d’obbligo, si tratta del famoso totocandidato che se può essere verosimile in una data, può essere sconfessato subito dopo. E’ quindi un gioco che può avere la sua dignità.
Il gruppo che ha sostenuto per due candidature Filippo Tripoli, al momento attuale, non sa su chi puntare. Si parla di una donna e tutti gli indizi potrebbero portare ad Antonella Insinga che ha maturato una buona esperienza. Potrebbe essere la volta buona per un sindaco donna. Vedremo.
In alternativa si fanno i nomi di due alleati di lungo corso di Tripoli: Daniele Vella ed Emanuele Tornatore. Entrambi sono due politici navigati e potrebbe fare bene. Ma che ne pensano gli alleati? Il 70 per cento che si è coalizzato su Tripoli nel 2019 è pronto per sostenere uno dei due? Chissà.
Circola il nome dell’ingegnere Bartolo Di Salvo che ha sostenuto Tripoli. Di Salvo dopo le sconfitte elettorali degli anni passati, si è dedicato alla sua professione, lavorando occupandosi di politica, sotto traccia, ma non è escluso che se avesse la certezza che tutte le forze moderate confluirebbero su di lui, potrebbe tornare in gioco.
Poi ci sono alcuni outsider, come per esempio l’ingegnere Orazio Amenta, che negli ultimi anni non ha lesinato bordate contro l’attuale sindaco. Su di lui potrebbe confluire un cartello di gruppi e politici di sinistra. Amenta in ogni caso, vanta una buona competenza tecnica.
Resta da capire quale potrebbe essere il ruolo di Ignazio Soresi, anche lui acerrimo nemico di Tripoli. Nelle ultime elezioni si era prima candidato a sindaco per poi virare su Tommaso Gargano, candidandosi al consiglio comunale, ottenendo un risultato poco lusinghiero. Da qualche mese è il consulente alla comunicazione del deputato regionale Vincenzo Figuccia.
Resta da capire quale ruolo giocherà il centro destra a Bagheria. Non ci sono molti nomi da spendere. Uno di questi potrebbe essere quello di Maurizio Lo Galbo che negli ultimi anni ha cercato di sostenere delle realtà sociali. Anche in passato si era fatto il suo nome. Lo Galbo potrebbe anche puntare a Palazzo dei Normanni.
Altri nomi all’orizzonte non se ne vedono.
I partiti di centro destra potrebbero tirare fuori dal cilindro un nome assolutamente nuovo e sbaragliare il campo come avvenne nel 1993 con l’avvocato Giovanni Valentino.
Ma poco o nulla si sa sulle intenzioni dei partiti di quell’area politica.
E l’effetto Vannacci a Bagheria che ruolo potrebbe ricoprire? Al momento attuale non è dato sapere. Non si conosce il peso che nella nostra città il generale potrebbe avere.
Esistono infine 3 partiti (AVS, M5S e Controcorrente) che discutono e pensano alla costruzione di un percorso comune per la città con un candidato a sindaco, che potrebbe essere il consigliere comunale Federico Guzzo di sinistra italiana che da mesi si spende in prima persona.
Tutto quello che abbiamo scritto potrebbe essere sovvertito in pochi giorni.
Quindi non resta altro da dire che “chi vivrà vedrà”.






