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domenica 2 Ottobre 2022

domenica 2 Ottobre 2022

Bagheria. La storia del licenziamento dei 120 operai dell’Ati group in commissione antimafia

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ati group protesta
4 minuti

La commissione regionale antimafia si occuperà delle aziende edili sotto confisca del gruppo Aiello e del licenziamento di 120 lavoratori, avvenuto nei mesi scorsi.
La Fillea Cgil Palermo ha infatti consegna un dossier sui 16 anni di storia, dal sequestro al licenziamento degli operai, al presidente della commissione Claudio Fava.

Il dossier ripercorre i 16 anni di storia delle tre società edili Ati Group, Elmar e Edil Tecnica, dell’ex gruppo Aiello di Bagheria, dal sequestro per mafia al licenziamento avvenuto nel 2016. 

A distanza di quattro anni dal licenziamento i 120 lavoratori vantano ancora crediti per retribuzioni e tfr per 1 milione e 420 mila euro.

L’obiettivo della Fillea, oltre a coinvolgere la Regione, è fare chiarezza su uno dei casi emblematici nella storia dei sequestri, una vicenda controversa, che ha portato a galla le anomalie del sistema e che ha segnato “una pagina triste – come scrive nel suo report la Fillea- nella gestione dei beni sequestrati e confiscati da parte dello Stato”.

Gli operai furono tutti licenziati, malgrado le attività che le aziende avevano in corso e le commesse per diversi lavori nel settore delle costruzioni.

Dopo numerosi incontri, trattative e interlocuzioni con l’Agenzia nazionale per i beni confiscati, sit-in e manifestazioni, alle tre società Ati Group, Elmar e Edil Tecnica, il gruppo non continuò l’attività.

 “Il sistema antimafia si regge su un modello condiviso e sull’assioma che non può esserci sviluppo senza legalità. Solo che, rispetto a questa impostazione di principio, l’antimafia si è soffermata sulla attività di contrasto alla criminalità, col sequestro e la confisca dei beni, senza passare alla seconda fase e agganciare il tutto a un nuovo modello di sviluppo economico -dichiara il segretario generale della Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo-. Un modello di sviluppo che avrebbe dovuto prevedere una prospettiva di continuità produttiva per le imprese e di continuità occupazionale per i lavoratori che, proprio nello Stato, individuano il soggetto capace di garantire i loro diritti. Sono venute a galla le falle del sistema”.

Il segretario della Fillea sottolinea che il modello non ha avuto continuità “si è persa la migliore occasione per togliere alle mafie grandissimi patrimoni e per mettere a frutto le risorse.” I sindacati avevano proposto la costituzione di una cooperativa degli edili, per prendere in affitto il ramo d’azienda. Il 30 marzo 2016 la cooperativa viene costituita. Ma a giugno viene avviata la procedura di licenziamento e nel mese di agosto i lavoratori sono stati licenziati.

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