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mercoledì 19 Giugno 2024

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Il Tar accoglie il ricorso di un ricercatore del Crea di Bagheria sulla procedura di stabilizzazione

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avvocato botta
4 minuti

Ci sono voluti 9 anni, con due giudizi davanti al giudice del lavoro di Palermo e uno davanti al TAR Sicilia, per consentire ad un ricercatore del Crea, consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, della sede di Bagheria, di partecipare alla procedura di stabilizzazione indetta dal Crea il 14 dicembre 2014. Tar infatti ha accolto il ricorso del ricercatore che si era affidato all’avvocato Santo Botta (nella foto) per avere riconosciuti i suoi diritti.

Secondo il legale, il ricercatore, pur essendo in possesso di tutti i requisiti previsti dal bando, era stato erroneamente escluso dalla partecipazione alla procedura di stabilizzazione poiché l’Ente aveva ritenuto che fosse insussistente un rapporto di lavoro subordinato. Avverso il provvedimento di non ammissione alla stabilizzazione, il ricercatore aveva proposto ricorso innanzi al Giudice del Lavoro di Palermo.

Il Tribunale di Palermo – Sezione Lavoro, con sentenza del novembre 2018 aveva accertato il diritto del ricercatore “a partecipare alla procedura di stabilizzazione di cui al bando del 14 dicembre 2014, pubblicato in data 30 dicembre 2014” subordinando ogni deliberazione in merito alla successiva assunzione all’espletamento della procedura selettiva in sintonia con quanto previsto dal Bando. Il Crea non aveva mai dato esecuzione al giudicato nascente dalla sentenza del Tribunale di Palermo, sezione Lavoro. Il ricercatore, attraverso l’avvocato Botta ha presentato ricorso innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia di Palermo al fine di sentir condannare il Crea a convocare il ricercatore palermitano a sostenere la prova orale così come previsto dal Bando, a valutare i titoli ai fini dell’eventuale inserimento in graduatoria.

Il 27 giugno 2023, il TAR di Palermo, presidente Passarelli Di Napoli, relatore Russo, ha accolto il ricorso proposto dal ricercatore palermitano condannando il Crea a dare piena e completa esecuzione alle precedenti statuizioni del Giudice del Lavoro e, dunque, a consentirgli di partecipare alla procedura di stabilizzazione del dicembre 2014 entro 120 giorni.

Il Tar ha stabilito inoltre che se entro il termine stabilito, non si darà esecuzione al provvedimento, interverrà un commissario ad acta, affinché provveda ai necessari adempimenti, compresa la nomina di una commissione, già individuato nel segretario generale della presidenza della Regione Siciliana, Maria Mattarella. E’ stata, inoltre, prevista una penalità di mora di 20,00 euro, che sarà dovuta per ogni giorno di ulteriore ritardo. Infine, l’Ente dovrà pagare le spese legali e il rimborso del contributo unificato di iscrizione a ruolo.

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