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giovedì 18 Agosto 2022

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Santa Flavia. Scoperta una targa in memoria di Gianni Mineo che salvò 200 persone dalla fucilazione

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Questa mattina a Santa Flavia il Sindaco Salvatore Sanfilippo, ha scoperto una targa in memoria di Gianni Mineo, in via Pingitore dove nacque 100 anni fa.
Erano presente la figlia Evi, i nipoti, i cugini e altri parenti.
Gianni Mineo nacque a Santa Flavia il 27 marzo 1921, ma ben presto si trasferì a Bagheria.

Crebbe con la madre e il nonno materno, che gli trasmise la grande passione per i cavalli. Era ancora giovanissimo quando si arruolò in Marina e poi, a 19 anni entrò volontario nel Regio Esercito.
Sottufficiale carrista, fu inviato ad Arezzo a fare l’istruttore alla locale Scuola Allievi Ufficiali. Si fece conoscere anche fuori dagli ambienti militari per le sue eccellenti doti di pugile, tant’è che nei giornali veniva chiamato “il pugile dinamite”.
Dopo l’8 Settembre Gianni Mineo si allontanò dalla Caserma Cadorna, ma rimase nei dintorni di Arezzo perché fidanzato con una giovane aretina, Libertà Mori. Messosi a capo di una piccola unità partigiana (il Gruppo X), fu catturato dai repubblichini e minacciato di morte, ma riconosciuto quale astro nascente del pugilato aretino, fu messo di fronte alla scelta se collaborare con l’Ufficio Politico Investigativo o essere fucilato.
Mineo finse di accettare, ma poi si recò al Comando della Brigata partigiana “Pio Borri”, mettendosi a disposizione del Capitano Rosseti. Fu così che iniziò un pericolosissimo doppiogioco, che lo portò a risolvere diverse situazioni alquanto drammatiche.
La più nota è quella messa in atto a fine giugno 1944, quando grazie al suo intelligente impegno riuscì, assieme a Giuseppe Rosadi, a riportare al Comando tedesco di Arezzo il colonnello Maximilian von Gablenz, catturato sulla via della Libbia da una banda autonoma comandata da un russo. Con il suo coraggioso gesto, Gianni Mineo riuscì a salvare la vita ad oltre 200 ostaggi, catturati dai tedeschi e rinchiusi nella chiesa della Chiassa Superiore.
Su Gianni Mineo lo storico aretino Santino Gallorini ha scritto due volumi e sta collaborando per la realizzazione di una serie televisiva su Mineo e Rosadi.

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